Teanum Apulum

Il nome Teanum deriva dal toponimo dall’antica città romana di Teanum Apulum, che si trovava nell’agro dell’odierna San Paolo di Civitate. Fonte Treccani.it Importante centro daunio, in seguito municipio romano, subito a Est dell’odierno Ponte di Civitate sul Fortore in provincia di Foggia. Il nome della città è tramandato dalle fonti antiche in due forme diverse e in una variante. Nelle monete, d’argento e di bronzo, del III sec. a.C. essa è indicata con il nome Tiati, cui si collega la variante Teate, riportata da alcune fonti letterarie più tarde. La seconda forma Teanum Apulum, molto più diffusa, è attestata dalla metà del I sec. a.C., sia nelle fonti letterarie, da Cicerone in poi sia in epigrafi di età tardo-repubblicana e imperiale. C’è chi ritiene la forma Teate-Tiati osca, e chi, invece, riconosce in Teanum la forma sannitizzata e in Tiati quella originaria daunia. L’abitato si estendeva su un pianoro collinare dominante l’unico passaggio agevole, per un ampio tratto, del fiume Fortore e quindi l’ingresso in Puglia per chi giungeva da Νord lungo la costa. Attraversato il Fortore, la strada saliva lungo il vallone Canneto, raggiungendo Teanum; tale era il percorso della romana Via Litoranea, di cui restano i ruderi del ponte e tratti del basolato stradale, così come quello del grande tratturo L’Aquila-Foggia. Quanto sappiamo dell’insediamento di Teanum per l’Età del Ferro e per la successiva fase arcaica deriva, quasi esclusivamente, da ritrovamenti sporadici e consiste in oggetti di bronzo e in vasi geometrici daunî, provenienti da tombe (VIII/VII sec. a.C.), cui si aggiungono alcuni frammenti di stele daunie. Nel 1986 iniziò lo scavo sistematico di un edificio a pianta rettangolare con un vestibolo e tre colonne sulla fronte, di cui erano ancora visibili in situ le basi quadrate di pietra. Della struttura restavano i muri perimetrali formati da grandi ciottoli e da tegole, e una notevole quantità di frammenti della decorazione architettonica fittile, consistente in antefisse del tipo nimbato, etrusco-campano, o di forma pentagonale ornate da gorgòneia, cavalli e, infine, da elementi vegetali. L’edificio, di cui è stato riconosciuto il carattere sacro, fu fondato nel V sec. a.C. e abbandonato verso la metà del secolo successivo. Fino ad allora Teanum sembra inserita ancora completamente nella cultura daunia, ma già da tempo doveva essere incominciata una progressiva infiltrazione da parte di genti di lingua osca, che avrebbero assunto il controllo della città nella seconda metà del IV sec., snaturandone il carattere daunio. Certo è che nel corso della seconda guerra sannitica, mentre Arpi combatteva contro i Sanniti, come alleata dei Romani, Tiati tentò di contrastare i secondi, fino a che non fu costretta ad arrendersi, nel 318 o 317 a.C. (Liv., ix, 20, 4; 7-8). Il foedus iniquum che ne scaturì parla chiaro sulla reale posizione, tra Sanniti e Romani, assunta da Teanum, la cui oscizzazione è confermata dalle coeve monete con leggenda in lingua osca e dal ritrovamento sporadico di due fittili con iscrizioni osche. Dopo la guerra sociale, Teanum divenne municipium e fu ascritta alla tribù Cornelia. In età imperiale, mutò il suo nome in Civitate, toponimo che tenne fino alla fine dell’Impero Romano.