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Gran Tiati
Gran Tiati

Gran Tiati

Aglianico, Montepulciano e Syrah
Puglia I.G.P. Rosso
14,0% vol.
Altitudine: 150 metri sul livello del mare
Allevamento: a spalliera
Produzione per ettaro: 80 quintali
Raccolta: manuale
Vinificazione: 25 giorni a macerazione prolungata in contenitori d’acciaio.
Maturazione e affinamento: in barrique di legno americano e francese di primo e secondo uso per 12 mesi, affinamento in bottiglie per 6 mesi.

Note caratteristiche: Ampio bouquet di frutta rossa, spezie e vaniglia, gusto morbido, caldo e vellutato, sorretto da buona struttura, equilibrata e piacevole. Si abbina a piatti importanti, carne ai ferri ed arrosti succulenti.

Aglianico: Vitigno di antichissima coltivazione nell’Italia meridionale e particolarmente in Campania, Basilicata e Puglia, sarebbe stato introdotto, nelle province campane, dai Greci al tempo della fondazione delle loro colonie lungo la costa Tirrenica. Si tratterebbe in pratica dello stesso vitigno noto ai Romani con il nome di Ellenica ed a conferma di ciò sta il fatto che ancora oggi, in alcuni Paesi, nella zona di massima diffusione del vitigno vengono usati per l’ Aglianico i sinonimi di: Ellenico, Ellenica.

Esistono diverse interpretazioni in merito al suo nome. Una prima farebbe derivare il nome Agliatico – Aglianico direttamente dal nome Ellenico o Ellanico, Altra derivazione del nome Aglianico potrebbe essere quella da Gaurano-Gauranico indicante uno dei tipi di Falerno. Quest’ultima ipotesi sembra avvalorata dall’utilizzo dei sinonimi Guanica, Granica, Gagliano, con i quali il vitigno è conosciuto in diversi paesi lucani ed irpini. La sua diffusione fu conseguente alla sua vasta rinomanza, per cui divenne il vitigno più largamente diffuso nell’Italia meridionale.

L’Aglianico era uno dei più importanti vitigni del Mezzogiorno ed in Puglia era presente nelle vecchie vigne, maggiormente nella zona confinante con la Basilicata. Alcuni suoi sinonimi (Agnanico di Castellaneta, Uva di Castellaneta) danno facile testimonianza della sua antica presenza nelle zone collinari ioniche vicine alla Basilicata. Non mancavano comunque vigne di Aglianico, anche coltivato in purezza, nelle zone collinari di Foggia e Bari. Il prestigio so vitigno è tutt’ora presente ed importante in Puglia, dove possiede un posto di rilievo nella viti-enologia pugliese di alta qualità.

Montepulciano: Di origine sconosciuta, il vitigno è caratteristico della viticoltura abruzzese e di altre regioni del Centro-Sud Italia. Il nome consente l’ipotesi di una sua provenienza dal territorio di Montepulciano in provincia di Siena, come territorio di origine. Si pensa che sia stato introdotto negli Abruzzi all’inizio del XIX secolo, per poi essere diffuso nelle regioni vicine. Il vitigno è arrivato in Puglia verso l’inizio del Novecento, prima in provincia di Foggia, per poi interessare quella di Bari ed anche quelle di Brindisi, Lecce e Taranto.

Il vitigno è piuttosto presente in Puglia.È abbastanza presente anche in altre regioni dell’italia Centrale e Meridionale, particolarmente in Abruzzo.

In Puglia viene impiegato per la produzione dei DOP San Severo, Rosso di Cerignola, Rosso Canosa, Rosso Barletta, Orta Nova, Cacc ‘e Mmitte di Lucera, Castel del Monte, Copertino, Leverano, Lizzano, Gioia del Colle, Alezio, Brindisi e Nardò. È altresì inserito in diversi altri disciplinari di produzione di vini a DOC del Centro e Sud Italia.

Syrah: Il vitigno ha come maggior centro di diffusione la Francia e più precisamente la zona del Rodano, con le zone Vicine.

Le due ipotesi maggiormente condivise presumevano che questo vitigno potesse essere originario o del Medio Oriente dalla città di Schiraz (Persia), o dalla zona di Siracusa.

Da prime analisi molecolari è stata riscontrata la somiglianza con diversi vitigni: l’albanese Shesh, la Siriaca della Campania, altri vitigni diffusi in Italia come gli atesini Teroldego e Lagrein (Calò A. et al., 2001). Ulteriori ricerche sul DNA (Meredith et al., 2003) hanno dimostrato che il vitigno deriva da incrocio fra due varietà francesi, Dureza e Mondeuse bianche.

Il vitigno è giunto in Italia verso la metà del XIX secolo.

È coltivato con successo in molte regioni calde del nuovo mondo (Australia, Califomia, Sud Africa). In Italia è coltivato soprattutto in Toscana, nelle Marche e nel Lazio, e nell’ultimo periodo nell’Italia centro meridionale e insulare dove si sta diffondendo molto rapidamente.

Il vitigno è stato sperimentato con successo in Puglia, ove è stato inserito fra quelli idonei alla coltivazione.

2016
ilGolosario
Vino Top Hundred

2013
Merano Wine & Culinaria Award
Red seal

2011
Merano Wine & Culinaria Award
Red seal

Vinitaly – Diploma di Gran Menzione

2010
AWC Vienna – Silver Medal
Decanter – Silver Medal
Vinitaly – Diploma di Gran Menzione
Vini del Mediterraneo – Gran Menzione

2009
AWC Vienna – Silver Medal
Pramaggiore – Diploma Medaglia d’oro

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